domenica 15 giugno 2014

Strade, strade,



Strade, strade,
alcune corrono verso il nulla,
lontano da quello che vorremmo essere,
noi, figli della luce;
figli di tutto ciò che è buono, vero e giusto.
E la luce non si manifesta nel segreto,
non si nasconde.

Strade, strade …
alcune corrono verso il nulla
altre si sfiorano ,
si allontanano e quando si uniscono
diventano destino.

Strade, strade …
alcune corrono verso il nulla,
altre si sfiorano 
alcune si uniscono
e quando si allontanano diventano memoria.


domenica 1 giugno 2014

Sonnecchiosi e vinto




Ne rose nè aurore 
sbocceranno
ma soffi di dolore
simili a vento gelido.

Ingannare tutto e tutti
guardare nell'animo
trascinarci dentro
sonnecchiosi e vinti
per non sentire il bisogno
neanche di piangere
nell'inutile sfogo
la luce spenta
 
gsn

mercoledì 30 aprile 2014


Perez
E' sera, anzi è notte.
La pioggia ha smesso di battere i vetri della finestra: sembra ottobre !
Forse è la pioggia che porta la tristezza, la voglia di riempire la stanza, di non restare solo... I miei dormono.
Forse è vero che i poeti attendono la notte per scrivere sciocchezze.
Attendono l'amore che c'è, che non c'è e lascia soli.
Ho bisogno di riposo, di liberare la mente per scrivere, raccontare, vivere sensazioni, emozioni nuove e non mi basta leggere un buon libro o la biografia dei grandi e il racconto, quello che agita la notte, resta nella penna e sfiorisce insieme ai giorni che passano lenti, irraggiungibili, inconcludenti.
Bisognerebbe vivere per ricominciare, tutti i giorni, e inventare il presente che vorresti ma ... domani non è il giorno che vorrei.

Per scrivere occorre una storia e i libri che hai letto non aiutano.
Sono le storie degli altri, quelle, belle, avvincenti ma tu sei diverso, la tua vita è stata diversa.
Ho combattuto la buona battaglia, mi dico, e spesso ho perso .
Ma era veramente la buona battaglia o io, bambino che pensa da grande, ho confuso il bene con il male?

Ognuno ha i suoi racconti.

Tolstoj ascoltava ''La sonata a Kreutzer'' di Beethoven e stava bene, io, più semplicemente, cerco il silenzio, questo silenzio che avvolge e ristora. Non è rigido, non è immutabile, anzi....
Stammi bene, gsn

 
(dalla mia residenza, Aprile 2013)

lunedì 30 dicembre 2013

Stanca è la notte






Vincent Van Gogh




Non è una poesia e neppure un racconto. Forse è entrambe le cose. C’è un uomo che vive e attraversa il mondo fin dove la strada finisce.
Per come inizia si potrebbe dire che è una poesia ma, se fosse soltanto questo non sarebbe valsa la pena pubblicarla.
C’è un uomo e c’è una donna. Forse l’uomo sono io, la donna non si sa.
L’uomo ripensa i passi, il succedersi dei giorni, la fatica di vivere
‘’ Che vantaggio ho avuto ‘’, si chiede …
Non fosse per la risposta non sarebbe valsa la pena raccontare.
C’è di mezzo la vita che scorre e una domanda.
Poi riprende il cammino di passi che si succedono.
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Stanca è la notte

e i giorni restano difficili.

Pensieri randagi attraversano la mente.
Appoggio i ricordi e immagino giardini d'agrumi.
Stasera rileggo,
ripenso . ...
Quanto lavoro, difficile, 
in solitudine!
Stare in mezzo a cento, a mille e sentirsi soli ,

diversi,

guerrieri della luce nel buio della notte.

Stasera ‘’ripenso’’ Quelet,
il libro dell'Ecclesiaste che dice :
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante,
Un tempo per ………

Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica ?

 .
Stasera ripenso la fatica ,

all’andare dei passi,

alle sconfitte spesso cocenti, alle salite e alle discese,

alle poche vittorie lungo l’orizzonte dei giorni.

Resto sperduto davanti al mio niente e non ho risposte !
Che vantaggio ho avuto, mi sono chiesto ….





E tu mi hai detto:

.
il vantaggio di conservare la propria consapevolezza, di sapere che l'intenzione e l'attenzione che si pongono nel vivere, quello quotidiano, quello "normale", senza eroismi, senza eccentricità, creano il filo armonico con la vitalità del cosmo .... che risuona così nelle nostre anime ... ed esse ne traggono respiro e senso.

... il vantaggio di conservare il rispetto degli amici, quelli veri, che - lontani o vicini, con le medesime storie o con diversi cammini - seguono con noi le tracce dell'amore e ne sono illuminati, tanto che vediamo risplendere la loro luce anche se per molto tempo non li abbiamo fisicamente accanto, tanto che il loro esistere travalica gli anni e ci è vivo nella memoria.

... il vantaggio di sentirsi vivi, pure nella differenza delle nostre sofferenze, pure nella tristezza delle ingiustizie patite... e poi chi sa veramente cosa è giusto e cosa non lo è, di cosa la nostra anima aveva bisogno in questo passaggio di vita che si esprime in mille forme , in mille intenti? Lo capiamo solo in fondo, quando ci prepariamo al prossimo viaggio, quello di ritorno al nostro grande Sè.

.... il vantaggio di poter raccontare, di poterci costruire il nostro mito personale, la storia che ci rappresenta mentre viviamo sotto questa fugace forma per dare nutrimento al cuore, alla mente e scambiarlo con gli altri: anche se alcuni di loro non lo accolgono, nulla va mai perso nella grande saggezza dell'energia cosmica... arriverà ad altri ancora, al momento opportuno, come messaggio, come seme, come segnale.

.... il vantaggio di sentirsi sale della terra, di accogliere la fatica del vivere come dono di consapevolezza, di partecipazione alla fatica cosmica di vincere l'entropia e permettere la continuazione dell'amore.

.

Metto in ordine i passi
riprendo le salite e le discese

E' bella la vita nonostante la fatica. .





giovedì 14 novembre 2013

Io so!


Vincent van Gogh
Vincent van Gogh

Io so!
per dire che riconosco le manipolazioni, il niente che ‘’qualcuno’’ vorrebbe vendermi per vero..

E’ sufficiente vivere, andare al mercato, viaggiare fuori dai confini nazionali, leggere un giornale straniero …

Basta vivere,
 andare allo stadio, prendere il tram o il treno dei pendolari e scoprire che le parole non dette parlano, raccontano meglio di un articolo di spalla o di apertura di un giornale.

Basta vivere
 e mantenere un equilibrato senso della ricerca, per riconoscere ciò che  è giusto, vero che poi è tutto ciò che è veramente bello e poi dire:

Io so che questo non è un paese aperto ai giovani e al loro futuro…
Io so che viviamo in tempi difficili
Io so
che la corruzione sta divorando il paese
Io so che è tornato il tempo di dire che il nero è nero e il bianco è bianco per poi ricominciare.



Io so […]



Vedo l’immondizia
ai lati delle strade,
l’immigrato
che vende calzini davanti al super mercato … 
... l’umanità perduta
che ‘’qualcuno’’ vorrebbe cancellare ma esiste
Vedo il lavoro
che non c’è e qualcuno vorrebbe metterci paura
 
‘’Non abbiate paura’’ diceva, anzi gridava con forza un grande uomo.
Uno che aveva attraversato il secolo breve e i suoi delitti …

dalla mia residenza, 
mercoledì 6 luglio 2011






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 Vincent van Gogh




martedì 12 novembre 2013

Stanno vendendo il paese

 
Borrani


Stanno vendendo il paese
Stanno rubando il futuro alle giovani generazioni
Stanno costringendo i giovani ad emigrare
Stanno impoverendo gli anziani
Stanno impoverendo le famiglie

Siamo tutti più poveri …

Tutti tranne quelli che:

Stanno vendendo il paese
Stanno rubando il futuro alle giovani generazioni
Stanno costringendo i giovani ad emigrare
Stanno impoverendo gli anziani
Stanno impoverendo le famiglie

gsn

 

Un bisogno imperioso


 
Cezanne


Sento il bisogno di "tornare a casa", 
nei luoghi dell'infanzia,
 da mio padre, ai suoi insegnamenti,
 alle mie radici
 per il bisogno imperioso 
di scrollare di dosso
la polvere,
il niente assimilato vivendo
 e riscoprire "le parole" 
che fecero giovani i miei anni

mercoledì 23 ottobre 2013

La poesia ?


Renè Magritte


La poesia ?
forse
è il bisogno di uscire da questi anni stupidi.


È il futuro avaro che racconta il niente,
È la mela di Magritt 

troppo grande per restare nel chiuso della stanza,
È la voglia di cambiare che portiamo dentro.
È lo spirito di rivolta nei confronti di una società decadente
... ... ... ...
E' noi che siamo ancora capaci di amare.


« Le immagini vanno viste quali sono,
amo le immagini il cui significato è sconosciuto
poiché il significato della mente stessa è sconosciuto. » 
(René Magritte)

venerdì 22 febbraio 2013


Folon
Folon




Ho bisogno di sogni.
Non vivo
senza.

(gsn)

Folon
Folon

Al mio capitano


Gauguin


.
O capitano, o mio capitano
(O Dio, o mio Dio)
anche l’ultima battaglia è perduta.
Troppo forte è il nemico per le esigue forze
degli eroi dispersi
in rotta
sui monti dell’arcobaleno.
Dove sono i compagni e le giovani donne,
le promesse incantate,
prigioniere delle strade e delle piazze della gioventù ?
Dov’è la speranza?
Non risiede più tra di noi.
Fummo eroi in solitaria marcia verso il niente?

DANZA DELLE QUATTRO BRETONI (1886 circa) Paul Gauguin (1848-1903) Neue Pinakotek - Monaco

Il Cristo giallo è un dipinto del pittore francese Paul Gauguin, un olio su tela realizzato nel 1889. È conservato all'Albright-Knox Art Gallery di Buffalo. descrizione L’opera rappresenta Gesù crocifisso, ma con una trasposizione di luogo e di tempo, infatti Gauguin lo ambienta nel suo tempo e nella Bretagna. Infatti, le donne indossano i tipici costumi bretoni e sullo sfondo si notano le case con i tetti aguzzi, anch’essi tipicamente bretoni. Il quadro è “tagliato in due”,come facevano i giapponesi nelle loro opere con gli alberi, ma stavolta a “tagliare” la scena è la croce di Gesù. Le linee di Gesù sono più angolari e spigolose e ricordano i quadri medievali, mentre nel resto dominano linee curve. L’opera è composta da contorni netti e c’è un'assenza di ombra, è bidimensionale con colori irreali. La figura di Gesù è “secco”e spiccano invece gli alberi rossi che ricordano il sangue di Gesù, che non mette invece sul suo corpo. Paul Gauguin usa colori piatti e uniformi (stesura a stesura uniforme), e impiega toni intensi e colori complementari (un po’ come Van Gogh). Inoltre Paul Gauguin immagina di “immedesimarsi” nella scena ed i suoi quadri hanno significati simbolici.(fonte Wikipedia)

Gauguin

Danza delle quattro Bretoni .... L'opera risente dell'influsso di Pissarro, che insieme a Degas era il pittore più amato da Paul Gauguin in quel momento, ma manifesta anche la ricerca intorno alla linea di contorno e alla sintesi della forma, che troveranno una più matura espressione durante il secondo soggiorno a Pont-Aven.
Già qui emerge una grande tensione verso un uso della linea e del segno in senso simbolico e fantastico, abbandonando sempre di più gli intenti naturalistici dell'Impressionismo, vicenda oramai tramontata e superata dagli stessi protagonisti più giovani.

Il dipinto, DANZA DELLE QUATTRO BRETONI, firmato e datato 1886, risale al primo soggiorno a Pont-Aven, quando determinato più che mai a seguire il proprio talento, Paul Gauguin cercava di isolarsi per poter meglio rispondere ai mille interrogativi che lo assillavano.
Per alcuni studiosi è invece un'opera realizzata durante il secondo soggiorno in Bretagna.
Che comunque sia un'opera meditata ne sono prova il gruppo di studi preparatori delle singole figure.

La poesia




.
La parola poetica, per molti, rappresenta una modalità conoscitiva privilegiata, complementare e necessaria alla ricerca di se o alla comprensione del mondo in cui viviamo. Segna i passi, raccoglie le distanze e le racconta.  In alcuni, la ricerca poetica porta i segni di una continua spoliazione sino alla nudità estrema mentre per altri l’effervescenza creativa delle metafore scopre e rinnova simboli già acquisiti all’uso da immettere, ex novo, nel circuito letterario.Altri sono alla ricerca continua di un dialogo ….. ininterrotto e intenso ….. con gli autori antichi e moderni, poeti o artisti realizzando una sorta di polifonia entro la quale il lavoro (la ricerca) artistico a latere agisce come impulso poetico.Un tentativo di arte totale. Forse ….


.
C’è poi chi, io probabilmente tra questi , scrive e basta, felice di farlo e non pretende altro cioè non cerca il consenso della critica e non pensa di arrivare a livelli più elevati. (Non entra nella ‘’commercializzazione delle parole ‘’ …non mercanteggia l’essere, se lo è, poeta)Scrive, ed io lo sono quando mi riesce, felice di farlo, per vivere e comunicare. E vivere è amare.  C’è chi, io tra questi, ‘’ legge il grande libro del creato facendo memoria della terra dell’origine cui il cuore aspira tornare ‘’. Dio è buono !C’è poi chi ….Non comprende l’atto poetico perché è troppo ‘’giovane’’ e quindi incapace di scendere nel vissuto e nella ricerca dell’altro o troppo ‘’vecchio’’ (vecchio dentro) per comprendere i percorsi che l’arte e la ricerca artistica inevitabilmente comportano.
.
.

La vita ?

la vita è fatta di porte che si aprono, che si chiudono ... di paesaggi che scorrono a volte montuosi altre volte pianeggianti. Fare poesia è raccontare l’orizzonte dei passi che si succedono, che investono ogni aspetto dell’esistenza: la gioia e il dolore, la commozione, la preghiera, i momenti di angoscia, di solitudine esistenziale, il deserto interiore, la stanchezza del vivere: La speranza !
Vivere la poesia significa che continuiamo ad esistere; che continuiamo a soffrire e amare. Soprattutto amare . Se siamo nel deserto (della poesia e quindi della vita) lottiamo per uscirne.
.
Buona vita, Giovenale Nino Sassi.

...





Il presente è adesso perché
l’attimo è diventato memoria

martedì 19 febbraio 2013

Preghiera




Preghiera
.
Non è tempo di favole, questo.
Oppure si, come sempre, se Dio lo consente.
Posso, Signore mio Dio immenso e grande ricominciare a sognare?
Posso volare oltre le valli e i monti
e ancora i monti
e scendere oltre il ponte nel regno della fantasia?
Non “voglio lottare” con Te, mio Dio
e poi sei Tu che mi hai dato un dorato talento.
Non fare di me la cicala che muore all’inizio dell’inverno.
Che spreco sarebbe …?!
Facciamo un patto.
Ecco:
scrivo per Te…
ma ho bisogno di ritrovare la serenità, la pace, la salute.
Ho bisogno di ritrovare quello che Tu, Signore mio Dio
hai permesso che mi fosse tolto,
quando ero giovane e sognavo.
In fondo sognavo di Te e tra la gente e le cose cercavo il Tuo amore.
Ecco:
torno a scrivere di Te perché Tu che mi vuoi bene,
lo so che mi vuoi bene,
metti ordine
e mi “restituisci” lo spirito degli anni;
la forza della vita,
il gusto di guardare alla gente e alle cose con l’amore di un tempo;
la capacità di disegnare il volo di una foglia che cade
o la bellezza di un filo d’erba che si alza, festoso, nel campo.



lunedì 19 novembre 2012

Nel silenzio della notte


Folon

Nel silenzio della notte
  trovo  il riassunto del giorno.
E' l'amore, il racconto,
quello che c'è, 
che non c'è e lascia stanchi.



Manet


Misuro i miei limiti di uomo e  penso che l’Amore vince il niente e profuma di eternità.